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Shabby Chic: origine dello stile e consigli d’arredamento

Shabby chic: tutti ne parlano, tutti lo vogliono. Che siano privati cittadini o ricche celebrità di Hollywood, il caratteristico stile di arredamento continua a “mietere vittime” e più che moda passeggera sembra ormai affermarsi come tendenza consolidata, anche per questo autunno-inverno 2017/18. Ma cos’è esattamente lo “Shabby Chic style”? Scopriamolo insieme.

Significato e origine dello Shabby Chic

La parola “shabby” in inglese significa letteralmente “usurato, logoro”… non certo una bella presentazione per quello che dovrebbe essere un arredamento anche piuttosto costoso. L’accostamento con la parola “chic” fa in questo caso tutta la differenza del mondo. I mobili shabby chic infatti si distinguono non tanto per il loro essere effettivamente mobili d’epoca, quanto per i dettagli vintage che li rendono invecchiati… all’apparenza.

Ma dove nasce lo stile Shabby chic? Ovviamente in Inghilterra! È proprio nella terra della Regina Elisabetta, nelle campagne ricche di eleganti case vittoriane, che sono nati i primi esempi di questo arredamento. Non solo Regno Unito però: il variegato stile shabby attinge anche ad altri esempi di design d’interni come quello svedese e francese (ricordate i Castelli della Loira?) o addirittura al più essenziale americano (stile shakers).

Il termine “shabby chic” è stato coniato nel 1980 dalla rivista di settore “The World of Interiors” e da quel momento la sua fortuna non è mai tramontata. Evolutosi nel corso degli anni in mille forme e sfumature diverse, lo shabby si differenzia spesso per il budget a disposizione dell’arredatore. Per gli amanti del fai-da-te lo shabby passa essenzialmente dal recupero di mobili vecchi e dismessi appositamente riciclati e trasformati sfruttandone il materiale di costruzione e dando vita a qualcosa di totalmente nuovo. Coloro che non hanno paura di spendere un po’ di più scopriranno che lo shabby rivela un’altra faccia quando al mobile vintage si aggiungono dettagli eccentrici tutt’altro che low-cost.

Come arredare in stile Shabby Chic

Elementi tipici dello shabby (o country) chic sono vecchi divani chintz, grandi lampadari, tende candide e carte da parati con motivi floreali.  Attenzione però: i mobili shabby non sono semplicemente pezzi d’antiquariato. L’ambiente che si vuole ricreare è quello della “vecchia casa di campagna della nonna”: rilassante, romantico, forse un po’ usurato nell’aspetto ma tutt’altro che trasandato.

Un dettaglio che sembra unificare le varie versioni dello stile è la predominanza del colore bianco. Ben inteso: non si tratta certo di una regola inderogabile quanto di una tendenza assai comune. Se non il bianco candido vengono predilette comunque tinte pastello, all’apparenza polverose, in grado di costruire quell’atmosfera ovattata amata dai fan dello shabby. Largo al rosa, all’avorio, al viola lavanda ma anche al grigio chiaro e al beige.

I mobili vengono pertanto trattati per garantire l’effetto usurato e invecchiato tipico del mobile d’epoca. Un vero “trattamento shabby” che passa per lo scrostamento della vernice in alcuni punti scelti, a rivelare il vero colore del legno, fino all’applicazione di una patina di polvere direttamente fissata sul mobile.

È molto importante scegliere il tipo di mobile da anticare: quelli dal design più moderno, malgrado le migliori lavorazioni, non potranno mai rendere quanto un mobile ricco di fregi e intarsi. Si tratta di dettagli che potrebbero sembrare kitsch ad un primo sguardo, ma che accuratamente rivisitati in stile shabby rivelano tutto il loro valore, specie quando abbinati ad accessori come candele, centritavola in pizzo o vasi decorati. I tessuti da privilegiare per questo stile sono il lino, il cotone ed altri tessuti antichi, anche con stampe floreali.

 

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Pubblicato il 22 settembre 2017

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Marella

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