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Ristrutturazioni con sismabonus: cosa bisogna sapere

Il sismabonus previsto dalla Legge di Bilancio 2017 è ufficialmente partito. Dal 1° marzo, così come previsto dalla Legge, infatti, per tutte le ristrutturazioni edilizie che mirano a ridurre il rischio sismico è prevista una detrazione fino all’85%.

La Legge di Bilancio 2017, approvata in via definitiva lo scorso 7 dicembre 2016, stabilisce, quindi, un piano volto a mettere in sicurezza gli edifici nelle zone (praticamente quasi in tutta Italia) che sono a rischio terremoto. Diverse sono le novità previste per quest’anno. Vediamole di seguito.

Classi di rischio

Il nuovo sistema di detrazioni si basa sulla determinazione della classe di rischio. Per determinare la percentuale della detrazione sono state individuate otto classi di rischio: da A+ (la migliore) fino a G (la peggiore). “Le linee guida rappresentano un cambio culturale nella prevenzione e consentono di tenere conto, con un unico parametro, sia della sicurezza per la vita che degli aspetti economici“, ha così commentato il Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Massimo Sessa.

In sostanza, il proprietario di un immobile che si trova in una zona a rischio sismico (1, 2 o 3 – dove 3 è la zona a più alto rischio) deve richiedere l’intervento di un ingegnere o di un architetto in grado di determinare la classe di rischio. Una volta individuata la classe di rischio, il professionista dovrà stabilire i lavori di ristrutturazione da effettuare, stimando quale miglioramento sarà possibile raggiungere.

Le detrazioni vengono calcolate in questo modo:

  • al 50% se la ristrutturazione non prevede una variazione della classe di rischio precedentemente individuata;
  • al 70% se la ristrutturazione garantisce il miglioramento di una classe di rischio;
  • all’80% se la ristrutturazione garantisce il miglioramento in termini di due classi di rischio.

Nel caso di parti comuni, quindi in un condominio, alla detrazione si aggiunge un 5%.

Per determinare la classe, l’ingegnere o l’architetto possono rifarsi a due metodi: il primo, è quello previsto dalle norme tecniche per le costruzioni; il secondo, più rapido e senza applicazione della norma, può essere applicato solo nel caso in cui la ristrutturazione preveda l’utilizzo di catene in acciaio.

In ogni caso, l’ammontare massimo della spesa non può superare i 96mila euro.

Partner di unioni civili e conviventi

Un’altra novità riguarda la possibilità di applicare la detrazione anche al partner di un’unione civile o un convivente del proprietario dell’immobile, in precedenza applicabile solo a un familiare.

La detrazione, pari al 50%, potrà essere quindi applicata anche se a sostenere le spese è il partner o il convivente del proprietario dell’immobile. Il partner o convivente, quindi, potrà usufruire della detrazione anche se non è il proprietario e non possiede un contratto di comodato.

Le detrazioni saranno riconosciute per i lavori effettuati entro il 31 dicembre 2021. Il bonus sarà dilazionato in 5 rate annuali (e non in 10 come è previsto per le classiche ristrutturazioni).

Pubblicato il 17 marzo 2017

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Marella

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