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Tendenze pavimento: gli #Atips di Alberto Vanin

Tendenze pavimento: gli #Atips di Alberto Vanin

Buongiorno a tutti e benvenuti a questo appuntamento, ormai settimanale, di #Atips !
Oggi parleremo di come scegliere il pavimento di casa. Vi fornirò una panoramica generale poiché questo tema può, e deve, essere approfondito in diversi aspetti a seconda dei vari casi.
La scelta del tipo di pavimento ricopre un ruolo fondamentale perché, se è vero che un muro può essere ritinteggiarlo e un mobile sostituito, il pavimento avrà certamente vita più lunga. Dico sempre che è uno di quei lavori su cui va speso tempo nella scelta e su cui non si può risparmiare poiché, tendenzialmente, sarà la scelta definitiva per la casa che abiteremo.

In quest’articolo vedremo dei punti fondamentali da seguire per le scelta più giusta per la propria pavimentazione secondo esigenze, stili e anche costi. Se vivete da soli o in coppia (senza bimbi e animali), potrete optare per qualsiasi tipo di pavimento, anche il più delicato, come il marmo. Ma se avete dei bambini il discorso cambia, e lo stesso vale se con voi vivono animali o amici a quattro zampe: in tal caso la pavimentazione dovrà essere resistente e durevole.

1. SCEGLIERE LA TIPOLOGIA DI PAVIMENTO IN BASE AL PROGETTO

Primo punto da tenere in mente è come vogliamo la nostra abitazione. Spesso e volentieri avere uno stile ben preciso di che casa vogliamo ottenere è il primo punto per capire anche che tipologie di finiture vogliamo impiegare nella nostra ristrutturazione e se ci sono dei vincoli progettuali che ci legano (come per esempio la conformazione del nostro immobile). Sembrerà sciocco ma il pavimento ci può aiutare a superare questa criticità.
L’uso di pavimenti molto chiari, bianchi, beige o color sabbia, associato a pareti bianche rende una stanza particolarmente ampia e luminosa:
se volete ampliare visivamente un ambiente, scegliete un pavimento monolitico o di piastrelle in grande formato, ad esempio 60 cm; se invece volete rimpicciolirlo, adottate un tappeto di cementine o una fantasia molto vistosa, magari ispirata all’optical art; infine, se volete accorciare un corridoio molto stretto e lungo, è consigliabile un pavimento a righe di due colori alternati disposte perpendicolarmente al lato lungo della stanza. Se invece il vostro obiettivo è attribuire un verso privilegiato a un ambiente quadrato, si può infine utilizzare un pavimento in listoni di legno oppure di gres a effetto legno.

 

 

2. SCEGLIERE LA TIPOLOGIA DI PAVIMENTO IN BASE AL PROGETTO.

La maggior parte dei progetti vanta una tra queste tre tipologie di pavimento:
– il gres
– il parquet
– il cotto.
Ma non dimentichiamoci che esistono molte altre tipologie tra cui menzionerei senza ombra di dubbio le resine e il micro cemento.
Il grès è un tipo di pavimentazione resistente e duratura, che si presta a effetti di tutti i tipi: legno, pietra, marmi, cementi, etc.. Oggi è la pavimentazione più diffusa ed utilizzata perché, grazie alla cottura a temperature elevatissime (circa 1.250 C°), è uno dei pavimenti più resistenti in commercio. Esiste in due versioni: porcellanato e rosso, ma in entrambi i casi, la superficie può essere smaltata, non smaltata oppure levigata. Il grès porcellanato con superficie smaltata è il più semplice da mantenere, in quanto non assorbe. Sempre il grés ha la possibilità di essere pure rettificato (cioè “rifilato” con un processo meccanico per avere una grandezza identica tra piastrella e piastrella e ci permette inoltre di diminuire in maniera significativa la fuga durante la posa).
Il parquet comprende vari e diversi tipi di rivestimento per pavimenti. Di solito i rivestimenti in parquet sono di quattro tipologie: il massello, il prefinito e l’impiallacciato detto anche impellicciato, e il laminato. Le prime tre tipologie sono completamente realizzate in legno, mentre la quarta vuole che il rivestimento preveda la copertura del listello di legno con uno strato di plastica. Sta tornando molto in voga anche l’uso del pvc che ha sposato una nuova posa con calamita (molto consigliato in ambienti che devono rispettare norme igienico-sanitarie o di appartamenti in affitto in cui si può cambiare senza affrontare troppe spese il pavimento).
Il cotto è composto di argilla impastata con acqua e si divide in due tipologie: cotto smaltato e cotto antico. Il cotto smaltato ha solitamente una superficie irregolare causata da un assorbimento differente dallo smalto; mentre il cotto antico è caratterizzato da molte irregolarità, date dalla produzione artigianale che gli attribuisce un indiscutibile valore aggiunto. Questa tipologia trova efficacia negli esterni e in interni dal sapore rustico.

 

 

3. TIPOLOGIA DI INTERVENTO DA EFFETTUARE

Quando si tratta di cambiare la pavimentazione di una casa si possono scegliere due metodi: uno più invasivo (che potrebbe poi declinarsi in altre due grandi categorie) e uno un po’ meno:
Asportazione del vecchio rivestimento e posa di quello nuovo sul massetto (tendo sempre ad evitare questa scelta in quanto la posa potrà avvenire in staggia ma molto difficilmente in bolla). Verificare sempre come si presenta il massetto dopo questa lavorazione perché se molto irregolare e farinoso allora meglio demolire tutto e investire nella realizzazione di un nuovo massetto ex novo.
Posa del pavimento nuovo direttamente su quello vecchio, con conseguente livellamento delle porte, degli infissi e della porta blindata (perché il pavimento risulta naturalmente rialzato di qualche mm, cambio del battiscopa perimetrale) chiamato POSA IN SOVRAPPOSIZIONE. Questa lavorazione permette difficilmente la posa in bolla poiché lavora su una preesistenza.

Ovviamente la seconda opzione risulta molto più economica della prima: se dovete cambiare i vostri pavimenti e volete risparmiare, scegliete di posare il pavimento nuovo su quello vecchio; il risultato visivo è comunque efficace ma in tal caso vi consiglierei di puntare su un PVC o un laminato dallo spessore più contenuto.

Living salotto dell'appartamento da 70mq di Cagliari

4. PULIZIA E MANUTENZIONE

Un pavimento va sicuramente mantenuto e trattato, non solo per una questione di pulizia generale ma anche per il corretto mantenimento del materiale stesso.
A diversi materiali corrispondono metodi di pulizia diversi, ma in generale i passaggi da seguire sono sempre tre per tutte le tipologia esistenti in commercio:

1 – Spazzare: aspirapolvere o scopa per raccogliere il grosso e le briciole. Io di solito passo la scopa e poi l’aspirapolvere subito dopo.
2 – Lavare: acqua, straccio, mocio o scopettone imbevuto in acqua e eventualmente sapone o detersivo specifico (ogni pavimento ha una propria particolarità quindi vi suggerisco di leggere sempre la scheda tecnica in cui consigliano i prodotti corretti da utilizzare)
3 – Asciugare: panno morbido o telo asciutto per far risplendere il tutto

Ricordatevi sempre di cambiare l’acqua del secchio quando cambiate stanza e usate stracci diversi per pulire la stanza da bagno e la cucina (ambienti in cui il calpestio è maggiore e si potrebbe formare più sporcizia rispetto ad altri spazi). Un trucco è quello dei due secchi: uno con l’acqua pulita e uno per raccogliere l’acqua strizzata e sporca. Lasciate asciugare gli scopettoni a testa in sù, altrimenti si rischia la formazione di muffe e di cattivi odori ma soprattutto ricordatevi che per far brillare gli angoli e i punti critici esiste una tecnica antica e sempre valida: mani, ginocchia e olio di gomito!

Pubblicato il 10 Aprile 2020