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Render: gli #Atips di Alberto Vanin

Render: gli #Atips di Alberto Vanin

Cari lettori oggi tratterò un tema a me caro: niente consigli, “must have” o accorgimenti per sistemare la vostra abitazione (non vi preoccupate tornano settimana prossima). Oggi parliamo di rendering dei progetti di architettura.


In questo breve articolo spiegheremo cosa si nasconde dietro quell’immagine che i clienti tanto amano e che è diventata ormai uno strumento indispensabile. Fino ad una decina di anni fa i disegni tecnici erano i protagonisti della scena della progettazione: erano lo strumento con cui il progettista forniva tutte le informazioni necessarie ai propri clienti (altezze varie, quote degli elementi architettonici e arredi, distanze, ingombri, spessori dei muri, superfici degli ambienti, etc..).
Tuttavia, questi disegni, lasciavano ampio spazio all’immaginazione del cliente e spesso e volentieri portavano ad un fraintendimento del progetto stesso. Oggi le cose stanno cambiando (attenzione: questi disegni rimangono comunque fondamentali per il cantiere e per il lavoro delle maestranze!)
Grazie alla continua evoluzione nel campo del computer graphics siamo in grado di ottenere una serie di vantaggi prima impensabili, sia sul fronte della progettazione che su quello della presentazione del progetto al cliente.

Grazie all’uso di questi software di progettazione possiamo ottenere:

  • una precisione millimetrica sia nel calcolo di superfici e volumi che nel computo metrico
  • la possibilità di mostrare al cliente viste tridimensionali di foto realistiche immediatamente comprensibili e molto fedeli alla realtà soprattutto per quanto riguarda il mondo delle finiture, dell’illuminazione e dell’arredamento.

Tutto ciò è possibile grazie ai rendering fotorealistici!

Cos’è il rendering?

Con il termine rendering fotorealistico (o rendering, o più semplicemente render) si definisce il processo che permette di ottenere, a partire da un modello tridimensionale elaborato al computer, un’immagine artificiale molto realistica. Più in dettaglio, è un’immagine elaborata al computer a seguito di una modellazione tridimensionale basata su dati di progetto; il modello geometrico realizzato viene rivestito con colori del tutto uguali ai materiali reali (texture) e illuminato mediante fonti luminose che riproducono quelle naturali o artificiali.

Dopo aver creato un’immagine statica, i fotogrammi possono anche essere visti in sequenza generando una vera e propria animazione: ad esempio è possibile “passeggiare” virtualmente nei vani di una stanza (proprio su questo punto Facile Ristrutturare è sempre stata all’avanguardia, e portò alla Milano Design Week 2018 i visore di realtà virtuale). Quindi, se una fotografia ha la funzione di illustrare qualcosa che già esiste, un rendering ha lo scopo di illustrare un’idea, un progetto, un modello che ancora non esiste, ma come se esistesse davvero!

 

Ecco quindi che il rendering fotorealistico è diventato oggi fondamentale nell’attività di progettazione architettonica.

I vantaggi del rendering

Pensiamo di sottoporre una semplice pianta quotata e magari qualche sezione di un appartamento a una persona non addetta ai lavori: probabilmente riuscirà a farsi un’idea degli spazi, ma certamente non sarà in grado di avere una visione precisa dei volumi e degli spazi (basti pensare alla progettazione di spazi molto stretti, come ad esempio un bagno, in cui non si può capire se la distanza tra i sanitari e il mobile bagno sia sufficiente per permettere un passaggio agevole). Sarà necessario illustrargli vari aspetti e fornirgli tutta una serie di informazioni, con evidente spreco di tempo e con l’effettivo rischio di incomprensioni e disaccordi (spesso anche in fase avanzata di progetto). Cambiamo scenario e pensiamo invece di mostrare al cliente un rendering fotorealistico delle varie stanze della sua futura casa: in questo caso, il cliente avrà la possibilità di vedere concretamente gli spazi, i volumi, con tutti gli elementi che costituiranno i vani. Nulla sarà lasciato all’immaginazione e potrà anche rendersi conto se le scelte che aveva ipotizzato saranno in realtà quelle che desiderava.

 

 

Grazie al rendering anche il cliente meno dedito alla tecnologia potrà vedere e capire le diverse fasi del progetto, sentendosi immerso in una sorta di realtà virtuale in cui i volumi, gli arredi, gli spazi funzionali e gli accessori vengono definiti e visualizzati quando ancora non esistono. Il cliente è in grado di intervenire, proporre modifiche e partecipare attivamente al processo di progettazione: se ha dei dubbi o vuole effettuare modifiche lo dirà subito e sarà sicuramente più soddisfatto e sicuro delle decisioni prese. Tutto ciò si traduce in evidenti vantaggi per il professionista, che godrà di un notevole risparmio di tempo e vedrà svanire tutti i rischi di incomprensione.

 

Ma i vantaggi del rendering sono davvero tanti, giovano alla progettazione architettonica e non solo: consentono il foto inserimento (ossia la possibilità di inserire il rendering all’interno di una foto reale, ad esempio la vista che avrà dalla finestra del suo immobile) e potrà inserire anche oggettistica o arredamento che deve riutilizzare.

Inoltre, un’impresa di costruzioni potrà pubblicizzare il suo prossimo intervento ancor prima di realizzarlo per trovare subito nuovi clienti, oppure un’agenzia immobiliare potrà aumentare la propria visibilità e vendere più velocemente gli immobili sul mercato se questi non sembrano avere potenziale presentandosi in stato di fatto obsoleto e datato.

Cosa c’è dietro un render?

Oltre al lavoro intellettuale di progettazione e di sviluppo delle idee, il render è il risultato finale di ore (alcune volte anche giorni) di lavoro. Infatti dopo aver creato il modello tridimensionale del progetto vanno inseriti una serie di elementi, sia lato arredamento che oggettistica varia, e alcune volte vanno create da zero. 

C’è poi la fase di costruzione dell’immagine di rendering con il posizionamento delle telecamere, delle luci e la definizione dei materiali. Infine c’è la fase di post-produzione per migliorare la qualità dell’immagine (o del video) e presentare al meglio il nostro progetto. Tra la fase 2 e 3 possono passare molte ore. Proprio per questo motivo un “semplice render” nasconde molto lavoro, di preparazione e studio, e spesso l’utilizzo di più programmi (e più computer) nonché molti corsi di aggiornamento da parte dei professionisti.

 


I render qui allegati sono stati fatti dai ragazzi di facile progettare. 

1 Leotta (render di Salvatore Onorato)

2 Leotta (render di Salvatore Onorato)

3 Leotta (render di Salvatore Onorato)

4 Farris (render di Sara Scholl)

5 Farris (render di Sara Scholl)

6 Farris (render di Sara Scholl)

 

Pubblicato il 27 Aprile 2020