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Piano ad induzione o a gas: i consigli dell’Arch. Vanin

Piano ad induzione o a gas: i consigli dell’Arch. Vanin

E’ l’eterno dilemma di chi cambia casa o rinnova la cucina: si passa dalla tradizione all’innovazione ma anche da un mondo conosciuto a quello dei “sentito dire”…
Niente dà una svolta in cucina come un nuovo piano cottura. La domanda è: quale metodo di cottura preferire? Gas o induzione? Quali sono i principali cambiamenti e accorgimenti che si dovranno adottare? Per capire quale tipo di piano cottura è adatto alla cucina vediamo velocemente le due tipologie a confronto analizzando i pro e i contro di entrambi per avere una panoramica sui piani cottura a gas e piani cottura a induzione.

 

 

Indipendentemente dal metodo di cottura, i piani cottura di oggi sono altamente progettati per un raffinato controllo del calore. Un piano cottura in vetroceramica conduce il calore in modo più uniforme e preciso rispetto a qualsiasi altra superficie di cottura, oltre ad essere resistente ai graffi ed agli urti. Vediamo le principali differenze tra questi due mondi:

1- I cuochi professionisti preferiscono i piani cottura a gas in quanto riescono a gestire meglio alcuni piatti e cotture con la fiamma viva e con il controllo dell’intensità della fiamma stessa. Ovviamente come molte cose di questo genere per l’uso domestico la scelta è personale e soprattutto calibrata sul modo di vivere la casa e le proprie esigenze. Nel piano ad induzione invece il riscaldamento è più veloce di qualsiasi altro metodo di cottura. Inoltre è sicuro: i trasferimenti di calore avvengono attraverso la pentola e non sulla superficie del piano cottura. Infine, il controllo della temperatura è estremamente accurato. Il calore e la temperatura possono essere regolati all’istante e non sono richieste pentole e padelle speciali. 

 

 

2- Per quanto riguarda il design il piano a cottura tradizionale è più “old style” a livello visivo soprattutto per la presenza di bruciatori e griglie, ma l’estetica odierna è comunque arrivata a delle linee pulite ed eleganti (cosa che invece non varia di molto nel piano cottura ad indizione visto che la superficie rimane liscia e lineare). Esistono anche dei piani cottura ad induzione che hanno integrato il sistema di aspirazione eliminando cosi le cappe a sospensione o incasso sopra il piano stesso, unendo cosi estetica e funzionalità  io no sono il tester vivente: ho utilizzato questa tecnologia nella mia nuova casa e in quella di Salvatore Esposito e vi posso assicurare che funziona a meraviglia!).

 

 

3- Una delle più grandi differenze tra i due piani è la pulizia: nel piano cottura a gas bisogna accuratamente pulire le griglie dei bruciatori in acciaio inossidabile o in ghisa che si trovano sulla superficie, lavandole con acqua calda e sapone, risciacquare con acqua pulita e asciugare accuratamente. Nel caso di piani in acciaio questa operazione è fondamentale e va eseguita alla perfezione per non lasciare i segni del panno. Mentre nei piani cottura a induzione la questione diventa molto ma molto più semplice: il metodo di cottura riscalda solo la padella e l’eventuale calore sulla superficie si raffredda rapidamente. Basta passare con un panno e il detergente e il gioco è fatto! Il tempo che si impiega a pulirlo diminuisce di almeno la metà!

Quando un piano ad induzione è in funzione assorbe carichi di corrente considerevoli e pertanto bisogna mettere in conto che, per installarne uno, sarà necessario potenziare la fornitura elettrica, portandola a 4,5 o, meglio ancora, a 6 kW. Questo comporta inevitabilmente un costo, ma rispetto a quello che si può pensare finisce addirittura per risparmiare, specie nei casi in cui ricorrendo all’induzione si può evitare di attivare un contratto di fornitura del gas, perché servirebbe proprio solo a cucinare!

Parlando di consumi, una cosa che in pochi considerano, ma di cui in realtà è bene tener conto, è anche l’efficienza del sistema impiegato. In effetti, mentre il rendimento di un piano ad induzione si aggira attorno al 90%, quello di un classico fornello a gas può arrivare al massimo al 40-55%. Scopri di più nella mia sezione del blog rinominata ATIPS 🙂 

 

 

 

Pubblicato il 29 Dicembre 2020