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Carta da parati: gli #Atips di Alberto Vanin

Carta da parati: gli #Atips di Alberto Vanin

Nell’articolo #Atips di oggi affronteremo un tema riguardante la decorazione che a me piace molto. La carta da parati ha avuto uno strano destino: dopo il grande successo degli anni ’70 è stata repentinamente abbandonata e criticata ma, fortunatamente, negli ultimi anni grazie al pullulare di nuovi materiali e tecniche di produzione innovative sta tornando in auge. Viene abbondantemente utilizzata sia nelle abitazioni private che nei locali pubblici, però è indispensabile, prima di approcciarsi a questo fantastico mondo, conoscere gli aspetti base sulla carta da parati. In questo articolo toccheremo alcuni punti che ci diranno molteplici cose: da com’è composta la carta a come si posa, dalla sua durata nel tempo a tante altre piccole informazioni.

La prima classificazione è semplice: la carta da parati può essere monostrato o multistrato. Le carte da parati multistrato non fanno altro che aggiungere un rivestimento ai materiali delle carte monostrato. In sostanza gli strati sono due: il supporto e la finitura. Le carte multistrato sono nate per utilizzare materiali particolari (come il tessuto citato prima per il suo esclusivo utilizzo negli anni 70) o per ottenere prestazioni tecniche che consentano l’utilizzo in determinati ambienti.

 

la carta da parati


Carte da parati monostrato

Le carte da parati monostrato possono essere realizzate con varie decorazioni per essere posate come tappezzeria oppure possono fungere da supporto per le carte da parati multistrato (essendo solo un mero supporto non hanno decorazioni o colori particolari) e si suddividono a loro volta in due sottocategorie:

Carta da parati di carta (in cellulosa) che è una pasta ricavata dalle fibre degli alberi

Questa carta da parati è sicuramente la più comune che si trova in commercio ed è stata a lungo la più diffusa. Ma presenta alcune importanti criticità. Infatti, sebbene le tecnologie produttive siano ormai ottimizzate, si porta dietro alcuni difetti:

  • Poco resistente
  • Non lavabile
  • Difficile da posare

La scarsa resistenza è una caratteristica intrinseca della carta: trattandosi di un semplice strato di carta è molto delicata. Questa delicatezza si riversa a cascata sul fatto che non è lavabile: se viene macchiata tende ad assorbire in profondità la macchia e non è possibile toglierla in nessun modo. La difficoltà di posa è data proprio dalla sua leggerezza: tende a deformarsi facilmente, creando delle grinze in fase di posa, che chiaramente vanno evitate in ogni modo. Inoltre è importante scegliere e dosare correttamente la colla per non rischiare che penetri eccessivamente nella carta lasciando macchie. Proprio per questo motivo affidatevi sempre ad un professionista esperto del settore per questo tipo di lavorazione! Tutte queste caratteristiche rendono la carta da parati in cellulosa non adatta a tutti gli ambienti: sono off-limits in stanze sottoposte a frequente umidità (cucina e bagno) e in stanze che tendono a sporcarsi facilmente (la camera dei bambini ad esempio).

Carta da parati in tessuto non tessuto
(tnt – il famoso tessuto-non-tessuto quindi formata da una pasta di cellulosa e fibre tessili di tipo sintetico)

La sua invenzione risale alla prima metà del secolo scorso e ha portato una piccola rivoluzione nel mondo della tappezzeria, legato principalmente al sistema applicativo, di cui parleremo tra poco. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Ha un aspetto molto naturale (sembra un vero e proprio tessuto)
  • Ha una stabilità dimensionale elevata (non si deforma)
  • Ha una resistenza importante
  • È lavabile (le stanze dei bambini ringraziano…)
  • È traspirante

carta da parati camera da letto

 

Carta da parati multistrato

Tralasciando il vasto assortimento di carte in commercio, mi concentro sulle due tipologie che coprono la maggior parte del mercato

  • Carta da parati vinilica;
  • Carta da parati in fibra naturale.

Il supporto può essere sia di cellulosa che di tnt. Sopra a questo primo strato viene posato il rivestimento vinilico (in pvc o poliuretano). Viene detta vinilica perché queste materie plastiche sono a base di resine viniliche e le sue principali caratteristiche sono:

  • È lavabile
  • È fotoresistente (non sbiadisce)
  • È stabile e durevole
  • Consente finiture infinite, anche in rilievo
  • Non è assolutamente traspirante. Proprio per questo motivo la rende particolarmente adatta ai bagni (anche dentro la cabina doccia) o in cucina: non teme gli ambienti umidi ed impedisce al vapore acqueo di penetrare nel muro.

In sostanza, con gli opportuni accorgimenti, può essere usata in sostituzione del rivestimento in piastrelle. 

 

La carta da parati in fibra naturale

In questo caso parliamo di carte da parati realmente tessute: quindi le fibre sono tutte ordinate con trama e ordito. Le fibre naturali più utilizzate sono lino, sughero, cotone, bambù, canapa, paglia, addirittura la ninfea…

Queste carte da parati hanno dei pregi:

  • Sono traspiranti
  • Sono ignifughe
  • Resistono alle macchie (e si possono lavare…)
  • Offrono isolamento acustico rendendo l’ambiente più ovattato e calmo

Detto ciò esistono sostanzialmente due tipologie di posa e sono legate al supporto della carta da parati:

  • Carta da parati con supporto in cellulosa: si posa con colla sulla carta
  • Carta da parati con supporto in tnt: si posa con colla sul muro

Il primo metodo è il più difficile perché la preparazione è tutto! Per eseguire correttamente questa posa è necessario stendere la colla direttamente sulla carta e per farlo il tappezziere deve affrontare questi step:

  • Stendere completamente il foglio a testa in giù (col decoro verso il basso) su un tavolo;
  • Riempire il retro del foglio di colla (ma senza esagerare perché non vada a rovinare la carta…) usando un pennello (la colla è abbastanza liquida);
  • Piegare i lembi della carta verso il centro;
  • Far impregnare la carta aspettando il tempo preciso indicato sulla scheda tecnica del collante;
  • Posarla sulla parete.

La posa delle carte con supporto in tnt prevede un procedimento molto più semplice. In questo caso la colla è una pasta (quindi non liquida come quella per cellulosa) e va stesa direttamente sulla parete. Un procedimento decisamente meno complesso, facilitato tra l’altro anche dalla maggiore consistenza della carta da parati in tnt che è più resistente di quella in cellulosa.

carta da parati soggiorno

 

Una carta da parati è per sempre? 

Non è raro entrare in appartamenti che non sono mai stati ristrutturato da oltre 20 anni e trovare una carta da parati in perfetto stato. La durata minima di una carta da parati è di circa 10 anni. Cioè significa che per questo periodo di tempo anche una carta da parati economica ti garantisce di non rovinarsi e di non riempirsi di sporco se trattata con la giusta cura. Se parliamo di carte pesanti e lavabili tale durata può estendersi notevolmente nel tempo come ad esempio quelle adatte ai bagni.

Conoscere questo aspetto è importante per capire la reale convenienza economica di un rivestimento con carta da parati. Ma la realtà è che la carta da parati è una questione di stile e di gusto e non è mai legata al solo costo. Le foto di questo articolo sono prese dallo showroom di Facile Ristrutturare a Milano e, come potete vedere, la carta da parati non è solo una semplice finitura ma un vero e proprio complemento verticale d’arredo!

carta da parati per bagno

Pubblicato il 21 Maggio 2020