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Tra arte e design: arredare casa in stile Gio Ponti

Tra arte e design: arredare casa in stile Gio Ponti

“Non è il cemento, non è il legno, non è la pietra, non è l’acciaio, non è il vetro l’elemento più resistente. Il materiale più resistente nell’edilizia è l’arte”.

Architetto, designer, saggista e personaggio unico nel suo genere, Gio Ponti è considerato uno dei più influenti visionari del XX secolo. Durante la sua lunga carriera ha esplorato il mondo del design nelle sue più diverse sfumature, dal disegno di oggetti d’uso quotidiano all’invenzione di soluzioni spaziali per la casa moderna, alla realizzazione di progetti complessi calati nel contesto urbano, e le sue creazioni hanno concretamente contribuito alla ricostruzione del gusto italiano per l’arte. In tutti i settori nei quali ha operato, il genio di Gio Ponti è stato portatore di un messaggio e di una prospettiva nuovi: l’invito a circondarsi di bellezza come stimolo a godere della vita nella sua interezza.

 

Si capisce bene perché una casa in stile Gio Ponti sarebbe il sogno di ogni appassionato di design. Da dove cominciare per prendere ispirazioni? Facendo un salto al MAXXI di Roma!
A quarant’anni dalla sua scomparsa, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nel cuore del quartiere Flaminio, gli dedica, infatti, una grande retrospettiva che ripercorre la sua poliedrica attività, a partire proprio dal racconto della sua architettura. In mostra, fino al 13 aprile, materiali archivistici, modelli, fotografie, libri, riviste, e oggetti che permettono di riscoprire uno dei protagonisti della produzione italiana di architettura, il cui lavoro ha lasciato tracce importanti in diversi continenti.

Chi è Gio Ponti?

Giovanni Ponti, meglio noto come Gio Ponti, nasce a Milano il 18 novembre 1891 e, dopo il liceo classico, nel 1913, si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Durante la guerra visita le architetture di Palladio, e, rientrato a Milano, si avvicinerà al gruppo dei “neoclassici milanesi”. Nel 1921 si laurea e sposa Giulia Vimercati. Avranno quattro figli: Lisa, Giovanna, Giulio e Letizia, e poi otto nipoti. Collabora con la manifattura ceramica Richard-Ginori (fino al 1938) dando il via a un rinnovamento della produzione. Porcellane e maioliche, d’ispirazione classica, verranno presentate alla Prima Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza, nel 1923. È di quegli stessi anni la palazzina di via Randaccio a Milano, la prima casa progettata da Ponti, e da lui anche abitata. Contemporaneamente apre il suo primo studio a Milano con l’architetto Emilio Lancia (1927-1933) e diventa centrale un inedito approccio al tema dell’abitazione.
Sempre negli stessi anni inizia anche la sua attività editoriale: nel 1928 fonda con Gianni Mazzocchi la rivista “Domus”, che introduce una ventata di curiosità e freschezza nel mondo dell’arredamento, contribuendo notevolmente ad influenzare i gusti del pubblico. La rivista rappresenterà il centro del dibattito culturale dell’architettura e del design italiani della seconda metà del Novecento. Partecipa all’Associazione del Disegno Industriale (ADI) ed è tra i sostenitori della nascita del Premio Compasso d’oro, da lui poi avviato nel 1954, promosso dai magazzini La Rinascente. Riceve tra l’altro numerosi premi sia nazionali che internazionali, diventando infine professore di ruolo alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1936, cattedra che manterrà sino agli anni Sessanta. Nel 1931 inizia la collaborazione con la “Luigi Fontana” e nell’anno successivo nascerà “Fontana Arte”, di cui Gio Ponti assumerà la direzione artistica.

Ponti architetto designer, fondatore della rivista Domus e le sue splendide copertine

Alle grandi opere si affianca una vasta produzione nel campo dell’arredo, in cui si fondono funzionalità ed eleganza formale. Nel ’41 crea per l’editore Garzanti la rivista “Stile”, che dirigerà fino al 1947, portando avanti il suo programma di diffusione della cultura artistica e architettonica, per la formazione di una “cultura dell’abitare”.

 

Nel 1954 Gio Ponti partecipa inoltre della nascita della rivista “Stile Industria“. La teoria della “forma finita”, punto cardine dell’opera di Ponti, coinvolge tutti i livelli della progettazione: dagli oggetti più minuti alle grandi architetture. Nel campo dell’arredo l’ideazione tocca un vertice con le pareti organizzate: mobile autoilluminante, pannello-cruscotto, finestra arredata. Queste invenzioni troveranno esemplare applicazione nelle ville dei primi anni Cinquanta: a Caracas, Villa Planchart e Villa Arreaza; a Teheran, Villa Nemazee. È del 1956 il capolavoro da tutti riconosciuto: il Grattacielo Pirelli a Milano.

Gio Ponti e le sue strutture ancora estremamente moderne e di tendenza

Nel 1957 progetta la casa di Via Dezza, adiacente allo studio, dove abiterà da allora in poi, in un appartamento che sarà espressione delle sue passioni e dei suoi temi.

Sono poi del 1964 gli edifici religiosi a Milano (la chiesa di San Francesco, 1964, e la chiesa di San Carlo Borromeo, 1966), che rappresentano un’evidente tendenza alla smaterializzazione, anticipando alcune delle opere del decennio successivo. Negli anni Sessanta i viaggi di Ponti si spostano dall’America Latina all’Oriente.

Ad ottant’anni Gio Ponti realizza ancora opere memorabili quali la Concattedrale di Taranto (1970) ed il Denver Art Museum. Muore a Milano, nella casa di via Dezza, il 16 settembre 1979.

Lampade, sedie, librerie… l’arte di Gio Ponti entra nella vostra casa

Gio Ponti ha teorizzato la produzione in serie di complementi d’arredo come soluzione “sofisticata, economica, democratica e moderna”, e in effetti molti degli oggetti da lui firmati possono essere acquistati ancora oggi.  Scegliendo con cura potrete decorare la vostra casa con delle vere e proprie opere d’arte.

La Fontana Arte, una delle aziende italiane più prestigiose nel campo dell’illuminazione, produce ancora un classico intramontabile di Gio Ponti: la lampada da terra Pirellone. Ispirata alla forma del grattacielo che caratterizza lo skyline milanese, è formata da due lastre di vetro curvate e tenute in posizione da elementi metallici alla base e alla cima. Il design semplice ed elegante la rende perfettamente adatta a qualsiasi tipo di ambiente della casa.

È dal 1957 che Cassina Spa produce ininterrottamente la sedia Superleggera, una delle icone del design italiano più conosciute. Quello che rende questa sedia un complemento di arredo davvero innovativo è la sezione triangolare delle gambe, che sono il più sottili possibile. Immaginate che effetto farebbe nella vostra sala da pranzo!

Leggera, la sedia disegnata da Gio Ponti per Cassina, tuttora utilizzata nell'arredo classico quanto in quello moderno

Perfetta per la zona living o per la zona studio la poltrona D.153.1 di Molteni&Co., caratterizzata da una struttura in ottone dalle linee tipiche degli anni ‘50, che sono però attualissime ancora oggi, grazie al ritorno del mood vintage.
Se invece state cercando una libreria, per completare una parete in modo semplice ma elegante, il modello D.357 è quello che fa al caso vostro. Disegnata da Gio Ponti per la sua abitazione in via Dezza a Milano, ha la particolarità di avere dei ripiani e dei montanti che appaio molto sottili, grazie alla loro sezione rastremata. In questo modo la struttura appare molto più leggera rispetto a quello che è realmente.

Le opere dell'architetto italiano che all'inizio del '900 ha rivoluzionato il concetto di casa

Quello che è certo è che, qualsiasi complemento d’arredo scegliate per decorare la vostra casa, se è firmato Gio Ponti, sarà sicuramente un pezzo di design di cui potrete andare orgogliosi e che non farà altro che acquistare valore con il passare del tempo.

Pubblicato il 18 Febbraio 2020