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Terremoto: ricostruzione e potenziamento dell’Ecobonus

A seguito del terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto sono stati stanziati 50 milioni di euro per gli interventi di immediata necessità ed è stata prevista la realizzazione di mini-chalet in legno per gli oltre 2600 sfollati, sullo stile di quelle utilizzate nel paese di Onna dopo il terremoto dell’Aquila. No quindi al modello “New Town” ed ai container, che hanno una rapidità di esecuzione maggiore ed un costo minore ma che sono decisamente meno vivibili.

I mini chalet sono costruzioni in legno che variano dai 40 ai 70 mq a seconda del nucleo familiare che accolgono, sono ovviamente antisismiche grazie alle proprietà elastiche del legno e possono essere riciclate o riutilizzate una volta assolto il loro compito.  Le abitazioni saranno dotate di tutti gli impianti necessari e poggeranno su un basamento in calcestruzzo spesso circa 20 centimetri, che isola la casa dal terreno. Ne servirebbero circa 700 per un costo totale di 35 milioni di euro.

Ricostruzione dei Borghi colpiti

La strada da affrontare per la ricostruzione dei Borghi colpiti dal terremoto sarà sicuramente quella del “com’erano e dov’erano”, così come è stato fatto in passato nel Friuli.

Né container né tendopoli. Non si deve allontanare la gente da dove ha vissuto. Amatrice, Pescara del Tronto, Arcuata, Accumoli, Grisciano: bisogna ricostruire tutto com’era e dov’era. Sradicare le persone dai loro luoghi è un atto crudele. Vuol dire aggiungere sofferenza alla sofferenza. I tempi in questo modo sono più lunghi, perché è un’operazione sottile, un rammendo, che consentirà di ricucire senza distruggere“, afferma l’Architetto Renzo Piano in un’intervista al Corriere della Sera.

Rafforzare l’Ecobonus

In questi giorni si ragiona su un potenziamento della Detrazione Fiscale del 65 % per opere di ristrutturazione antisismica, anche detto Ecobonus, per il quale è prevista il prossimo 1 Settembre una riunione tra le Commissioni Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e Ambiente del Senato con il sottosegretario De Vincenti.

Come affermato nel comunicato, il confronto si svolgerà “in merito all’azione della Protezione Civile nell’emergenza del terremoto, sull’adeguatezza degli strumenti legislativi recentemente approvati proprio in materia di protezione civile, su quanto è necessario fare per sostenere le popolazioni e accompagnare la ricostruzione dei territori colpiti e sulla necessità di avviare da subito una seria azione di prevenzione antisismica“.

Primi passi sono stati mossi anche per favorire la messa in sicurezza in chiave antisismica delle abitazioni: l’Ecobonus, la detrazione fiscale del 65% dei costi dei lavori, è stato esteso anche a questa tipologia di interventi. Adesso bisogna rafforzarlo ed estenderlo agli interi edifici, alle strutture pubbliche e alle imprese“, hanno dichiarato Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, e Giuseppe Marinello, presidente della XIII Commissione Ambiente del Senato.

Come funziona l’Ecobonus

La detrazione fiscale del 65 % per adeguamento sismico, si applica fino a un ammontare complessivo non superiore a 96.000 euro.

Per poter fruire dell’Ecobonus è necessario che:

  1. Gli edifici siano adibiti ad abitazione principale o a attività produttive.
  2. Gli edifici ricadano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) individuate dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274/2003.

La classificazione sismica dell’Italia operata con l‘Ordinanza 3274/2003 introduce infatti quattro zone di pericolosità sismica decrescente:

  1. Zona 1 – È la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti. Comprende 725 comuni
  2. Zona 2 – Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti. Comprende 2.344 comuni
  3. Zona 3 – I Comuni interessati in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti. Comprende 1.544 comuni
  4. Zona 4 – È la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse. Comprende 3.488 comuni

Per scoprire in che zona sismica è situato il tuo comune puoi consultare questo link:  MAPPA ZONE SISMICHE
Infine per sfruttare l’Ecobonus gli interventi di ristrutturazione e di adeguamento sismico devono essere pagati tramite bonifico bancario parlante.

Pubblicato il 31 agosto 2016

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