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F.A.Q.


Domande frequenti

Come smaltire correttamente i materiali di risulta?

Le opere edili interne sono caratterizzate da una prima fase di demolizione (parziale o totale) di tramezzi, pavimenti e massetti, rivestimenti, sanitari e rubinetterie, e vecchi impianti (elettrici, idrici, termoidraulici, del gas) e conseguentemente da una seconda fase in cui le macerie devono essere smaltite.

Il prodotto delle demolizioni è considerato un rifiuto speciale dunque deve essere smaltito in discariche autorizzate oppure conferito in impianti di trasformazione dove i prodotti di scarto vengono selezionati per poi essere riutilizzati.

Il corretto smaltimento delle macerie è a carico del proprietario, se si tratta di lavori svolti in economia, oppure della ditta se ci affida ad una squadra di professionisti. E’ necessario compilare un formulario dei rifiuti se si smaltiscono più di 30 kg o 30 litri al giorno di macerie. In caso contrario non è necessario alcun documento di accompagnamento. Per rifiuti speciali come l’eternit è necessario rivolgersi a ditte specializzate che hanno ricevuto dagli organi preposti le necessarie autorizzazioni per svolgere questa attività e che dispongono dei mezzi e delle competenze per rimuovere e smaltire questi rifiuti pericolosi.

Pratiche amministrative: Quando e quali sono necessarie?

I titoli abilitativi previsti dalla normativa nazionale sono: C.I.L., C.I.L.A., S.C.I.A., D.I.A. e Permesso di Costruire. Il titolo abilitativo da presentare al Comune (o Municipio) dipende dall’intervento edilizio da realizzare. La normativa nazionale inoltre divide gli interventi edilizi in varie categorie: opere di manutenzione ordinaria, opere di manutenzione straordinaria che non riguardano parti strutturali dell’edificio ma che determinano solo una diversa distribuzione degli spazi interni, opere di ristrutturazione edilizia, opere di restauro e risanamento conservativo, interventi di nuova costruzione.

Le opere di manutenzione ordinaria sono ad esempio: tinteggiature interne ed esterne, rifacimento degli intonaci, rifacimento degli impianti idrico sanitari, sostituzione della caldaia, rifacimento dei pavimenti, sostituzione delle piastrelle. Questo tipo di interventi ricadono nell’attività edilizia libera, ma è sempre possibile procedere ad una comunicazione al Comune o Municipio di appartenenza tramite una C.I.L., che è invece necessaria per opere quali rifacimento di pavimentazioni esterne, installazione di arredi da giardino temporanei ed installazione di pannelli fotovoltaici.

Le opere di manutenzione straordinaria sono quelle che portano l’immobile ad una diversa configurazione interna come ad esempio la modifica del numero delle stanze, l’aggiunta o rimozione di bagni, lo spostamento della cucina. In questi casi bisogna consegnare al Comune o Municipio di appartenenza una C.I.L.A. firmata da un tecnico abilitato, alla quale far seguire la Comunicazione di Fine Lavori e la variazione catastale. I lavori possono cominciare il giorno stesso del protocollo.

Nei casi in cui le modifiche che si intendono apportare riguardano i prospetti dell’edificio o parti strutturali, il titolo abilitativo varia tra la S.C.I.A. e la D.I.A.. Nei casi in cui ad esempio, si intende aprire una porta in un muro portante, aprire un vano nel solaio per il passaggio di una scala, ricostruire un solaio danneggiato, si ricade nell’ambito di applicazione della S.C.I.A. I lavori possono cominciare il giorno stesso del protocollo. Oltre alla relazione tecnica asseverata dal tecnico bisogna consegnare una opportuna relazione al Genio Civile.

Se si vuole aprire una finestra, modificare una finestra in porta-finestra o viceversa, ampliare la superficie dell’appartamento (Piano Casa), il titolo abilitativo idoneo è la D.I.A.

Per realizzare nuove costruzioni bisogna richiedere il Permesso di Costruire.

Posso incollare il nuovo pavimento sopra il vecchio?

Incollare il pavimento nuovo su quello esistente è sostanzialmente una scelta di natura economica. Infatti, permette di risparmiare sulla demolizione e smaltimento del pavimento esistente ed eventuale sostituzione del massetto sottostante (previa verifica della qualità del supporto stesso).

La fattibilità dipende dalla qualità del pavimento esistente, nello specifico se è ben saldo (quindi gli elementi non si muovono) e se non esistono differenze di quota notevoli all'interno dell'appartamento. I supporti che meglio assecondano questa scelta sono i pavimenti in pietra o i marmittoni, ossia perfettamente piani e con fughe minime. Quando si hanno pavimenti in cotto, ad esempio, la cui superficie non è perfettamente piana ma presenta degli avvallamenti, bisogna necessariamente procedere prima alla stesura dell'autolivellante, che copre gli avvallamenti stessi e crea il piano su cui posare il pavimento  nuovo.

Generalmente, si tende ad evitare l'incollaggio del pavimento su quello esistente quando già esistono più strati in sovrapposizione, in quanto si riduce ancora l'altezza utile interna (considerando che la minima abitabile è 2,70 m) e si va a gravare con un peso ulteriore sul solaio.

Bisogna ricordare che, nel caso di incollaggio di pavimento in sovrapposizione su quello esistente, bisogna di conseguenza tagliare le porte esistenti (se non si sostituiscono durante la ristrutturazione) e la porta blindata (se non si riesce a far salire con le cerniere).

Vale la pena far notare che, nel caso di ristrutturazione totale di un appartamento, quindi con rifacimento di tutti gli impanti tecnologici (elettrico, idrico, termoidraulico, del gas), per la quantità ed estensione delle tracce che si andrebbero a realizzare a terra è consigliato rimuovere il pavimento ed il massetto esistenti, specie se la superficie dell'appartamento non è molto estesa (ad esempio 50-60 mq). In questo caso infatti, la spesa della rimozione e sostituzione del massetto è bilanciata dalla minore spesa di assistenza muraria.

La scelta di incollare il pavimento in sovrapposizione è quindi una scelta economicamente conveniente, previa la verifica delle condizioni sopra elencate.

Cosa significa servizio “chiavi in mano”?
Con l'espressione "chiavi in mano" si intende il servizio fornito al cliente relativo alla consulenza, alla progettazione, alla presentazione delle pratiche amministrative e alla realizzazione delle opere edili e impiantistiche necessarie per la ristrutturazione, affinchè l’opera sia pronta all’uso. Relativamente ai materiali di finitura (quali pavimenti, rivestimenti, sanitari e rubinetterie, infissi, tendaggi, cucine, armadi ecc.), il cliente può avvalersi delle nostre partnership nazionali che consentono convenienti opportunità, oppure reperire autonomamente ed in piena libertà le forniture necessarie. Il cliente viene affiancato durante l’intero processo da un unico interlocutore, che dirige le squadre di lavoro controllando che i lavori vengano realizzati in maniera corretta, fino al totale completamento dell’opera e alla cosiddetta “consegna delle chiavi”.
Rasatura e pittura pareti: cosa si intende?

La rasatura consiste nell'uniformare le pareti che hanno vecchi intonaci rovinati o che in corso di ristrutturazione hanno subito il passaggio di "tracce". Attraverso il passaggio di un prodotto rasante e la successiva carteggiatura infatti, la parete tornerà liscia e sarà pronta ad essere pitturata. La pittura può essere di vario tipo: pittura semplice, spatolata, spugnata, stucco veneziano, ecc. Per ogni tipo di pittura elencata sarà prevista una differente lavorazione, ma è importante sapere che prima di qualsiasi tipo di pittura, deve esserci il passaggio di una mano di isolante, che impedirà la formazione di muffe o condense.

Come costruire una nuova parete?

Esistono vari modi di costruire le pareti o murature verticali. Dipende tutto dalla loro funzione strutturale: muratura portante, muratura di tamponamento o semplicemente tramezzo. Se è una parete esposta all'esterno è sempre consigliabile l'applicazione di uno strato di materiale isolante. Per quanto riguarda invece le pareti interne, queste devono essere in grado di mantenere il calore e di garantire un buon isolamento acustico tra un ambiente e l'altro. Per avere un tramezzo che adempie alle sue funzioni, è necessario dunque utilizzare dei buoni prodotti edilizi che possono essere: mattoni forati, pannelli alfa, pannelli siporex o cartongesso. Nel primo caso è prevista la successiva intonacatura che renderà la parete perfettamente liscia, mentre nel caso dei pannelli alfa e siporex non è prevista, in quanto il risultato del loro assemblaggio è una parete già pronta alla rasatura. Nell'ultimo caso invece la parete è assemblata con dei pannelli di cartongesso che vengono agganciati a dei binari di acciaio. Anche in questo caso non c'è bisogno di intonacatura.

Cos’è la fattura proforma?

La fattura proforma è un documento simile ad una normale fattura che viene utilizzato per richiedere il pagamento prima dell’emissione della fattura effettiva.

Normalmente, non appena ricevuto il pagamento fatto sulla fattura proforma si procede con l’emissione della fattura fiscale.

La fattura proforma ha una numerazione propria e indipendente che non segue quella delle fatture fiscali, ma questo non comporta l’esclusione dalle detrazioni fiscali anche se viene fatto il bonifico “parlante” sulla fattura proforma.

Tutto questo perchè una volta emessa la fattura proforma, fatto il pagamento su di essa, verrà poi emessa la fattura fiscale dove verrà riportata la dicitura che fa riferimento al numero della fattura proforma su cui è stato fatto il bonifico, e ciò permetterà a tutti i nostri clienti di beneficiare delle detrazioni fiscali.

Qual’è l’aliquota IVA applicata alle ristrutturazioni?

Tutte quelle prestazioni di servizio che riguardano interventi  di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa (residenziali),  permettono di beneficiare di un regime agevolato che consiste nell’applicazione dell’iva ridotta al 10 %.

Per manutenzione ordinaria intendiamo tutte quelle operazioni necessarie a integrare o a mantenere  in efficienza le strutture e gli impianti esistenti; ad esempio la riparazione, il rinnovamento e la sostituzione di intonaci, rivestimenti, pavimenti, controsoffitti.

Mentre, per manutenzione straordinaria, intendiamo tutti gli interventi necessari a rinnovare e sostituire le parti strutturali degli edifici nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso; ad esempio l’apertura e la chiusura di nuove  porte, l’installazione di nuovi impianti elettrici o idrici, il consolidamento delle strutture portanti, la creazione, la modifica o l’eliminazione di tramezzi.

Altro beneficio interessante per il cliente in ambito delle ristrutturazioni è quello riguardante l’iva da applicare sui materiali direttamente acquistati dalla società esecutrice dei lavori.

In questi casi, tutti i clienti che acquistano il materiale necessario per la ristruttrazione tramite la società esecutrice dei lavori, hanno la possibilità di beneficiare dell’iva agevolata ridotta al 10% .

Questo vuol dire che i beni devono essere acquistati dalla ditta che esegue i lavori e non dal privato committente. La ditta poi, nella fattura che emetterà nei confronti del committente, addebiterà sia il costo dei materiali che la propria opera.

Cosa devo acquistare per ristrutturare il bagno?
  • Pavimento
  • Rivestimenti
  • Colle
  • Stucchi
  • Wc e bidet (compresi di staffe nel caso siano sospesi)
  • Sedile wc
  • Rubinetteria  (bidet, lavabo e miscelatore doccia)
  • Piatto doccia e cristallo doccia o eventualmente box doccia
  • Piletta di scarico doccia
  • Saliscendi o colonna doccia
  • Cassetta da incasso grohe o geberit
  • Placca di comando della cassetta da incasso
  • Lavabo (mobile lavabo o lavabo da appoggio)
  • Sifone
  • Rubinetti filtro
  • Specchiera
Infissi in alluminio o pvc: quali scegliere?

Le caratteristiche del PVC sono:

  • ottima capacità di isolamento dell'interno dall'esterno
  • facile da pulire
  • resistenza all’invecchiamento
  • resistenza alla stonalizzazione
  • autoestinguente
  • idrorepellente
  • non ha bisogno di interventi periodici di manutenzione

Le caratteristiche dell’alluminio sono:

  • resistenza
  • estremamente leggeri
  • prestazioni medie di isolamento termico
  • resistenza agli eventi atmosferici
  • non ha bisogno di interventi periodici di manutenzione

Per quanto riguarda l’isolamento acustico, il serramento in PVC garantisce performance migliori rispetto al serramento in alluminio in quanto presenta proprietà fonoisolanti che abbattono l’intensità del rumore proveniente dall'esterno o dall'interno.

Relativamente all’isolamento termico, l'alluminio non ha la stessa capacità isolante del PVC, avendo valori di trasmittanza (passaggio del flusso di calore) molto più elevati rispetto a quelli del PVC. Possiamo affermare che gli infissi in PVC presentano capacità di isolamento termico migliori degli infissi in alluminio anche di quelli realizzati con taglio termico. Maggiore isolamento termico significa maggiore efficienza energetica, minore consumo e quindi risparmio economico per quanto riguarda le spese energetiche.

Cos’è la dichiarazione di conformità di un impianto?

Per effetto del DM 37/08 (ex legge 46/90), il committente o il proprietario di un immobile è tenuto ad affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti tecnologici esclusivamente ad imprese abilitate, ovvero in possesso di specifici requisiti tecnico-professionali definiti all’interno del decreto stesso.

L’impresa incaricata, al termine dei lavori, rilascia al committente la Dichiarazione di Conformita' degli impianti realizzati nel rispetto delle norme tecniche vigenti, documento essenziale per il rilascio del certificato di abitabilità nel caso di nuove costruzioni.

La Dichiarazione di Conformità deve contenere i dati anagrafici dell’impresa, la descrizione delle opere realizzate, i dati del committente, del proprietario e dell’immobile in cui è installato l’impianto. Quando i requisiti prestazionali dell’impianto superano determinati livelli prestazionali, è necessario allegare un progetto redatto a firma di tecnico abilitato secondo la specifica competenza richiesta.

Questa impostazione legislativa ha recepito un cambiamento sociale e culturale già evidente del nostro paese, in cui l’aumento dello sviluppo tecnico e tecnologico ed il ruolo della sicurezza come requisito imprescindibile ha prodotto l’affermarsi di nuove e più specifiche professionalità, responsabilizzando cittadini e imprese installatrici.

Come controllare la sicurezza in un cantiere?

Il cantiere è storicamente un luogo di lavoro molto pericoloso, dove è necessario adottare quotidiane buone pratiche e continue attenzioni da parte di ogni attore presente e operante, dal lavoratore ai datori di lavoro, il committente e il responsabile dei lavori, passando per le figure addette alla sicurezza fino ad arrivare al Coordinatore della sicurezza, professionista deputato ed eletto dalla norma alla conduzione organica e costante delle opere nel pieno rispetto della legge, della salute e della qualità del lavoro.

Il Testo Unico sulla Sicurezza (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.) ha introdotto numerose innovazioni rispetto alla precedente legge in materia; in particolare le disposizioni si riferiscono alle misure elaborate dal legislatore per la salute e la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, ovvero quei luoghi in cui vengono svolti dei lavori edili che riguardano la costruzione, la ristrutturazione e il rinnovamento di immobili.

L'elemento di maggior novità e significatività, è la creazione di varie figure specialistiche a partire dal coinvolgimento del committente e dei soggetti responsabili, nel dettaglio:

  • Il committente (qualsiasi persona fisica o giuridica per conto della quale l'opera viene realizzata) assume una centralità nelle politiche di sicurezza attraverso il rispetto diretto, o tramite un proprio incaricato, di specifici obblighi. Nascono così le seguenti figure così definite nella direttiva:
  • Responsabile dei lavori: persona fisica o giuridica incaricata della progettazione, dell'esecuzione  e del controllo dell'esecuzione dell'opera per conto del committente;

Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente designa:

  • Coordinatore in materia di Sicurezza e di salute durante la Progettazione dell'opera (CSP): persona fisica o giuridica incaricata dal committente e/o dal responsabile dei lavori per vigilare il corretto andamento del cantiere;
  • Coordinatore in materia di Sicurezza e di salute durante l’Esecuzione dell'opera (CSE): persona fisica o giuridica incaricata dal committente e/o dal responsabile dei lavori per la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e del Fascicolo dell’Opera.

In ogni cantiere la sicurezza deve essere perseguita preventivamente attraverso documenti specifici quali:

  • Il Piano Operativo di Sicurezza (POS): è il documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato;
  • Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC): nei cantieri nei quali è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, risulta obbligatorio pianificare la sicurezza mediante lo strumento del PSC. Tale piano non deve consistere in un elenco astratto contenente la generalità dei rischi presenti nell'edilizia, bensì uno strumento efficace ed operativo per la gestione dei rischi reali ad esso relativi, preventivamente individuati e valutati. Obiettivo del PSC è quello di descrivere le fasi operative che verranno svolte nel cantiere, individuare tutte le eventuali fasi critiche del processo di costruzione quindi prescrivere tutte le azioni atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori;
  • Il Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS): nell'ambito dei lavori pubblici è previsto nei casi in cui non sia obbligatoria la redazione del PSC. Ciò significa che deve sempre sussistere una pianificazione della sicurezza, anche nel caso di presenza di una sola impresa.
  • Il Fascicolo dell’Opera (FO): è il documento contenente le informazioni utili alla prevenzione e protezione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, da prendere in considerazione all’atto di eventuali lavori successivi sull’opera.

Il Testo Unico sulla Sicurezza ha parzialmente ridefinito la disciplina precedentemente in vigore aggiungendo una serie di norme che prevedono una tutela più ampia per i lavoratori che svolgono attività nel settore delle costruzioni, conferendo alla sicurezza in cantiere il carattere di requisito imprescindibile.

Si può rimuovere il pavimento senza dover rifare il massetto?

Procedendo con cautela, in alcuni casi è possibile rimuovere le piastrelle di un pavimento senza necessariamente rifare anche il massetto. Al fine di salvaguardare il massetto esistente bisogna verificare che il pavimento precedente si rimuova senza troppe difficoltà e che sia in buone condizioni. Una volta rimosso il vecchio pavimento e verificato lo stato del massetto esistente si deve stendere dell’autolivellante per far si che il sottofondo sia perfettamente dritto e pronto per la posa della nuova pavimentazione

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